Gaetano Arezzo: Messaggio da “Le terme”

15,00

Titolo: Messaggio da Le terme

Autore: Gaetano Arezzo
Anno di Pubblicazione: 2026
ISBN: 979-12-81314-21-4
Pagine: 180

 

COD: AREZZO-MESSAGGIO-TERME Categorie: ,

Descrizione

Quando Giangiacomo d’Ondes, ex avvocato e indagatore per vocazione, trova uno scritto in spagnolo nascosto nelle ultime pagine di un vecchio romanzo di Manuel Vázquez Montalbán, non immagina di riaprire una ferita rimasta sepolta per più di vent’anni. Quel libro, donato dalla direttrice della biblioteca di Donnalucata, porta la firma di Ester Crisci, un’insegnante ormai dimenticata e ricoverata in una casa di riposo. Le sue parole, confuse e dolorose, sembrano intrecciarsi al mistero di Bianca Rallo, una studentessa scomparsa nel 2000 e mai più ritrovata. Tra la luce abbagliante della Sicilia e le ombre fredde di Varsavia, dove lo condurranno tracce e ricatti, Giangi scoprirà una verità fatta di amori taciuti, potere e paura. Nel suo percorso incontrerà figure ambigue o estremamente lineari, in un crescendo di scoperte e inganni, muovendosi sul confine sottile tra colpa e innocenza, verità e segreto. Messaggio da “Le terme” intreccia la tensione del giallo con la malinconia della memoria, dove anche un semplice libro può nascondere una voce che chiede ancora giustizia ponendo, infine, una domanda che risuona oltre la pagina: quanto può costare, davvero, dire la verità?

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Booktrailer:

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Rassegna Stampa:

 


Eventi e presentazioni


 

Recensioni

  1. Abulafia

    Ecco, Mesdames, Messieurs, egli è tornato.
    È ritornato Giangi – il personaggio caro all’autore e oggi, va detto, anche ai suoi appassionati – avvocato ma non troppo e investigatore per l’occorrenza, coinvolto da “un libro dismesso”, “un grido in spagnolo” e “un segreto sepolto” sotto il sole di Sicilia: ingredienti, tutti, che lo trascinano in un mistero che supera di gran lunga le sue forze.
    Lo riconosciamo quindi in Messaggio dalle Terme di Gaetano Arezzo, un noir mediterraneo raffinato che utilizza l’espediente del “ritrovamento” per innescare un’indagine che è tanto poliziesca quanto esistenziale.
    Quasi non facciamo in tempo ad accoglierlo come romanzo – immodesto, senza dubbio, data la sua capacità di costruire una storia complessa e di dar vita a personaggi indimenticabili – pronto a dispensare emozioni da giallo che, ben presto, esso rivela notevoli caratteristiche di testo pervaso di riflessioni sulla vita e sulla società, evidentemente destinate a un lettore accorto.
    E balzerà altresì all’occhio del lettore anche la lucidità e il disincanto con cui è rappresentato il borgo di Donnalucata, dove il sole cocente cela ombre antiche di corruzione e segreti familiari e dove la famiglia Spina esercita un dominio quasi feudale sul territorio, sulle indagini e persino sulla memoria collettiva.
    Non rimarrà poi certo deluso chi cerca una lettura intelligente, coinvolgente, ricca di spunti – dicevamo, appunto, di riflessione – e condita da un tocco di umorismo e da un’ambientazione affa-scinante: una suggestiva impronta di sicilianità ne disegna pervasivamente la cornice.
    La stessa Sicilia, peraltro, sembra emergere come un ulteriore personaggio autonomo nel li-bro, presente attraverso una descrizione intrisa di realismo e di sincero affetto.
    “Messaggio dalle Terme” è un viaggio affascinante tra i misteri di una Sicilia immobile, “do-rata e vibrante” e le ombre di una Varsavia segreta, “grigia e malinconica”, dove ogni capitolo è una tessera di un mosaico che solo il coraggio di ascoltare può ricomporre.
    Consigliatissimo, ovviamente, a chi ha un debole per i gialli “ben costruiti” (che non si sgre-tolano sotto il peso della trama) e cerca una storia da leggere per la sua originalità, la sua intelligenza e la sua attitudine a far riflettere mentre diverte; e che nutre l’intelletto con spirito, con sapienza.
    Non è poco, Mesdames, Messieurs.
    Non è poco.
    [Anonimo]

  2. Abulafia

    L’ho divorato il tuo libro. Scrittura fluida, coerente e accattivante. Mi ha interessato, incuriosito e coinvolto moltissimo. Sono ritornata a rileggere solo due volte dei passaggi, che andando avanti nella lettura non mi erano stati abbastanza chiari.
    Sei stato bravissimo nel tratteggiare le personalità dei protagonisti, soprattutto di Giangi ovviamente, e nel preparare il lettore, senza svelare o anticipare nulla sul possibile epilogo, al prosieguo della vicenda.
    Io per esempio ho ipotizzato presto che Onofrio Spina dovesse avere avuto una parte essenziale nella sparizione di Bianca. Eppure, non ti sei soffermato molto su di lui, ma quel poco è stato incisivo. Ho pensato, ad un tratto della lettura, prima che i fatti incominciassero a convergere su di lui, che avrebbe potuto averla sedotta e poi uccisa o fatta uccidere, perché aveva scoperto i suoi malaffari.
    Credo che quando uno scrittore di gialli, o del colore che preferisci tu, cattura il lettore portandolo a formulare ipotesi sull’indagine che ha creato, ha raggiunto il suo obiettivo.
    Amo leggere i gialli classici di Simenon, quelli attuali di De Giovanni, Fusco… Apprezzo un po’ meno Carofiglio. Invece ho letto tutto Camilleri. Diciamo che mi piace molto, in una data indagine, entrare nel percorso che fa l’intelligenza umana, attraverso la pura logica, unita o aiutata dalle percezioni sensoriali ma anche da quelle intuizioni geniali, improvvise e impredibili dell’investigatore di turno.
    Ebbene, tu sei riuscito a farmi entrare nella mente di Giangi, a essere curiosa come lui, a volere andare fino in fondo con coraggio, ad avvertire quella strana sensazione a pelle davanti alle bugie o davanti al malaffare, a ragionare sui dati e sulle sensazioni percepite. Questo grazie alla tua grande capacità di scrittore.
    Tanti complimenti veri e molto sentiti.
    [Anonimo]

  3. Abulafia

    Fra sabato e domenica ho letto il tuo libro, mi ha coinvolta totalmente, ho trovato la trama particolarmente originale e per nulla scontata, il ritmo leggero e costante, ma a tratti come un crescendo musicale che torna ad essere lieve quando descrivi il mare. Ti ringrazio di cuore, mi hai regalato una manciata di ore liete gradevolissime.
    [Anonimo]

  4. anonimo

    Gaetano ciao, sto leggendo il tuo romanzo Messaggio da Le Terme. Sono arrivato a p.26 e posso dire di avere rilevato un paio di cose per me importanti: scrittura elegante, fine, delicata, chiara e coinvolgente, da scrittore professionista, e una sottile Intelligenza di uomo con un retroterra culturale non indifferente. Questo, tanto per cominciare. Vediamo come procede per il resto.
    Continuo a leggere e capisco che con questo tuo libro non si scherza. Adesso mi colpiscono le continue STUPENDE analisi (chiuse dietro la porta senza voltarsi. Il libro tremava non le mani. /// Racconto che mi prende e mi incanta. Mi incanta la tua intelligenza, il tuo rapporto con le cose, con il mondo e con la scrittura. –> Vado avanti.
    Gaetano, Tu aspetti il finale. Aspetti che io possa arrivare alla fine per dare la mia impressione o il mio giudizio. Invece, ripeto, godo della tua scrittura e dei quadri (microracconti di bellezza incredibile) dove tutto ha un suo odore, una sua luce, un suo silenzio che si muove per accompagnare e descrivere sensazioni, umori, caratteri. Vai a p. 75 e rileggi tutta la pagina che io leggo e rileggo, o ascolto e riascolto come accade con un brano di musica che tocca l’anima
    Non incanta solo la fluidità della scrittura, ma la equilibrata eleganza, per non parlare degli odori che accompagnano tutte le cose: odori sapori, luci, ombre, silenzi.
    P. 117. Il libro. Tu aspetti che io finisca di leggere per ricevere da me una informazione di ritorno. Io, invece, non desidero che il racconto possa finire. Per me, ogni istante della lettura è magico. Il racconto è magico, stupendo. E tu? Sei uno scrittore grandissimo.
    Le tue analisi psicologiche sono incredibili. Penetri ovunque.
    Gaetano ciao, ho finito di leggere. Interessante la trama, ma non ho letto da subito un romanzo giallo. Ho letto con passione un lavoro che a me è parso da subito un capo-lavoro di vera scrittura. Ogni inizio di capitolo intercettavo uno sforzo descrittivo per cogliere i riflessi degli ambienti (odori, colori) di volta in volta originali, che entravano di diritto nel libro come silenziosi protagonisti del racconto. La trama? Ti è servita per poggiare le tue idee, la tua brama di scrittore che vede il quadro e la cornice con luci e ombre. Capitoli come fiori che insieme si offrono come un bouquet. E… ci sei riuscito. E io? sorpreso e incantato tornerò a leggere per sentire odori e colori, luci e ombre degli ambienti dove tu cali i tuoi personaggi. Complimenti sinceri. Non sei secondo a nessuno.

  5. anonimo

    Il libro? Una architettura linguistica. La scrittura? Un affresco ricco di tonalità stupende. Affresco. La trama? Una feluca in un oceano di bellezza.

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